23 Aprile 2022 - ore 20.30
Fondi (LT) - Palazzo Caetani

ANTICO E MODERNO

Matteo Cossu, violino
Bruno Canino, pianoforte
Contributo associativo 5 euro.
Evento realizzato nella stretta osservanza delle disposizioni governative in merito al contenimento epidemiologico da Covid19.

Obbligo di super green pass.
E' gradita la prenotazione, da inviare a mezzo posta elettronica all'indirizzo mail  fondimusicfestival@gmail.com
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PROGRAMMA

J. S. Bach

Sonata per violino e clavicembalo n. 1

in Si minore BWV 1014

Adagio

Allegro

Andante

Allegro

 

F. Schubert

Fantasia per violino e pianoforte in Do maggiore op. 159

Andante molto, Allegretto, Andantino, Allegro vivace

 

S. Prokof’ev

Sonata per violino e pianoforte n. 2

in Re maggiore op. 94°

Moderato

Scherzo. Presto

Andante

Allegro con brio

Nato a Orvieto nel 1984, Matteo Cossu ha iniziato a sei anni lo studio del violino diplomandosi presso il Conservatorio “Morlacchi” di Perugia sotto la guida di Georg Mönch. Subito dopo prosegue la propria formazione musicale con Carlo Maria Parazzoli.

Ha studiato presso l’Accademia nazionale di Santa Cecilia conseguendo i diplomi di Alto Perfezionamento in violino con Sonig Tchakerian e in musica d'insieme con Rocco Filippini; ha inoltre ottenuto presso l’ Accademia pianistica “Incontri col Maestro” di Imola il Master in musica da camera con Pier Narciso Masi con cui ha approfondito il repertorio  delle sonate per violino e pianoforte.

Ha seguito come allievo effettivo corsi di perfezionamento in prestigiose accademie italiane ed europee: il  Mozarteum di Salisburgo con Pierre Amoyal, l’Académie de musique Tibor Varga di Sion con Francesco De Angelis e Victor Pikayzen, il Campus internazionale di musica di Sermoneta con Rocco Filippini e Mariana Sirbu, l’Accademia Chigiana di Siena con Giuliano Carmignola e con il Trio di Trieste ricevendo borsa di studio e diploma di merito. Ha frequentato per un anno la Scuola Superiore Internazionale di Musica da Camera del Trio di Trieste a Duino e per tre anni consecutivi ha partecipato presso l’Arts Academy di Roma a dei master tenuti da Boris Belkin.

Collabora con diverse formazioni orchestrali con cui ha suonato in importanti sale da concerto: la Philharmonie di Berlino, la Royal Albert Hall di Londra, la Sala Santa Cecilia e la Sala Sinopoli del Parco della musica, l’Auditorium della Conciliazione.

Svolge attività concertistica sia come solista che in duo violino e pianoforte; di particolare interesse sono stati i récital per l'Istituto Italiano di Cultura tenuti a Vienna presso il Palais Sternberg, a Sydney nella sala dell'Istituto, ad Hong Kong presso lo Youth Square Y-Theatre e per il Festival International Musica I Festa di Valencia.

Ha tenuto una masterclass di musica da camera presso la Waikato University di Hamilton (Nuova Zelanda) ed ha suonato nell'Auditorium del Waikato Museum della stessa città.

Collabora stabilmente con l'orchestra da camera Concerto barocco di Roma con cui esegue come solista le Quattro Stagioni di Vivaldi. Ha suonato il Concerto per Violino e orchestra n. 2 di Béla Bartók con l'Orquestra Sinfónica del Estado de México diretto dal M° Enrique Bátiz Campbell, il Concerto per Violino e orchestra in Re maggiore di Beethoven con la Vratza State Philharmonic e l'Orchestra Sinfonica di Pazardjik diretto dal M° Gabriele Pezone, la Campanella di Paganini e la Fantasia sulla Carmen di Sarasate con la Filharmonia Kaliska.

Ha partecipato alla rassegna Armonie della Magna Graecia con lo spettacolo La scarpa di Colombo di Raffaele Cacciola, per voce recitante e soli,  eseguendo la parte per Violino solo.

Collabora con la casa discografica Movimento Classical per cui ha inciso il CD per Violino e pianoforte “Fuoco italiano” con musiche di Corelli, Paganini e Bazzini (2018), l'album “per Violino solo” con musiche di Bach, Locatelli, Paganini, Kreisler, Maderna e Cacciola, il CD dedicato a Giuseppe Tartini con l'Arte dell'Arco e il Trillo del Diavolo e un altro album sul violino nel Novecento con musiche di Enescu, Prokof'ev, Hindemith e Petrassi.

Parallelamente all'attività di strumentista ha seguito gli studi musicologici sotto la guida del prof. Franco Carlo Ricci presso l'Università della Tuscia di Viterbo, dove ha conseguito la laurea triennale in Arte, musica e spettacolo e la magistrale in Filologia moderna; le sue tesi hanno ricevuto il massimo dei voti, la lode e la dignità di stampa.

Nell'ottobre 2012 ha vinto una borsa di studio triennale al dottorato di ricerca in musicologia dell'Università di Pavia. Dopo aver approfondito la filologia musicale e la prassi esecutiva consegue il titolo di dottore di ricerca in musicologia il 23 febbraio del 2016: il titolo della dissertazione dottorale è 'Ella deve farsi padrona in qualunque sito dell'arco' Studio critico sull'Arte dell'arco di Giuseppe Tartini.

La casa editrice EAI nel febbraio 2014 ha pubblicato il suo libro Prokof'ev incontra Eisenstein. Le musiche per Alexandr Nevskij tratto dalla tesi di laurea specialistica.

Sulla rivista musicale Allegro con brio sono stati pubblicati i seguenti articoli: Giuseppe Verdi: musica tra politica e sentimento, Goffredo Petrassi. Evoluzione stilistica, sensibilità culturale, notorietà internazionale, Giovanni Sgambati. Una Dichiarazione d’amore a Roma, Dannazione e redenzione nel Manfred di Schumann su testo di Byron. Nel maggio del 2015 è uscito il volume Musik und Musikwissenschaft im Umfeld des Faschismus edito da  Studio Verlag, che contiene un suo saggio: Oltre Torrefranca. Riscontri tartiniani nel contesto del Classicismo viennese.

Ha partecipato come relatore al VII Convegno interdisciplinare dei dottorandi e dottori di ricerca dell'Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” proponendo un contributo dal titolo Conflittualità e innovazione nel Concerto per violino di Alban Berg, successivamente pubblicato nel volume Conflitti II Arte, Musica, Pensiero, Società, Universitalia, Roma 2017. La rivista Studi Musicali ha pubblicato un suo saggio dal titolo Le edizioni del Novecento de l'Arte dell'arco di Tartini.

Nel 2014 e nel 2015 ha soggiornato in Austria e in Inghilterra per attività di ricerca e perfezionamento presso l'Universität Wien e  la University of Southampton.

Attualmente collabora con il Centro Studi Tartiniano per cui sta curando la prima edizione critica dell'Arte dell'arco, in vista della pubblicazione dell'Opera Omnia di Giuseppe Tartini

Bruno Canino, nato a Napoli, allievo di Vincenzo Vitale e di Enzo Calace per il pianoforte, e di Bruno Bettinelli per la composizione, presso i conservatori di Napoli e di Milano, si è distinto nei concorsi internazionali di Bolzano ("Ferruccio Busoni") e di Darmstadt alla fine degli anni cinquanta. 

Ha iniziato poi una lunga carriera di concertista e camerista in tutto il mondo, durante la quale ha collaborato con artisti come Cathy Berberian, Severino Gazzelloni, Itzhak Perlman, Salvatore Accardo, Uto Ughi, András Schiff e Viktoria Mullova, (con la quale vince il Premio Edison nel 1980), 

Da sessant'anni suona in duo pianistico con Antonio Ballista e ha fatto parte per trent'anni del Trio di Milano (prima con Cesare Ferraresi, poi con Mariana Sirbu, violino, e Rocco Filippini, violoncello).

Si è dedicato in modo particolare alla musica contemporanea, lavorando, fra gli altri, con Pierre Boulez, Luciano Berio, Karlheinz Stockhausen, György Ligeti, Bruno Maderna, Luigi Nono, Sylvano Bussotti, di cui spesso ha eseguito opere in prima esecuzione. Ha suonato sotto la direzione di Abbado, Muti, Chailly, Sawallisch, Berio, Boulez, con orchestre quali la Filarmonica della Scala, Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Berliner Philharmoniker, New York Philharmonic, Philadelphia Orchestra, Orchestre National de France.

Ha insegnato al Conservatorio di Milano per 24 anni. È stato dal 1999 al 2002 direttore della Sezione Musica della Biennale di Venezia. Tiene regolarmente corsi di perfezionamento nelle istituzioni musicali in tutto il mondo e da trentacinque anni è invitato al Marlboro Music Festival nel Vermont.

Attualmente è docente di musica da camera con pianoforte alla Scuola di musica di Fiesole.  

Al suo libro “Vademecum del pianista da camera” ha fatto seguito nel 2015 il libro “Senza Musica”, sempre edito da Passigli. Numerose le sue registrazioni discografiche (Debussy, Casella, Mozart, Chabrier, Bach, ecc.)