21 Giugno 2018 - ore 21.00
Fondi (LT) - Palazzo Caetani
GIORNO 1

FESTA INTERNAZIONALE DELLA MUSICA

Nino Modebadze, pianoforte​
Ingresso: 5 euro

Nino Modebadze è nata a Dubna, nord di Mosca, in Russia nel 1996. Di nazionalità georgiana, ha studiato al Conservatorio Statale di Tbilisi, dove sta conseguendo la Laurea Magistrale in Pianoforte sotto la direzione della sua insegnante Lali Sanikidze.

In patria è unanimemente considerate come una promessa mondiale del pianoforte. La sua carriera, iniziata come bambina prodigio, è estremamente intensa.

Tra i vari premi e riconoscimenti ricevuti, ricordiamo il secondo piazzamento a “Rinascimento” – IV international Contest Festival dei musicisti a Gyumri in Armenia nel 2012 ed il primo premio nel 2013 al XIII Concorso Internazionale “Music without limits” a Druskinikai in Lituania.

Si è perfezionata in Spagna con Pablo Galdo ad attualmente ha un fittissimo calendario di concerti.

Possiede una tecnica solida e chiara ed un suono bellissimo. Le sue interpretazioni sono molto intense e si collocano all’interno della grande tradizioni pianistica georgiana.

PROGRAMMA
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J. Brahms
7 Fantasie op. 116
Capriccio - presto energico
Intermezzo - andante
Capriccio - allegro appassionato
Intermezzo - adagio
Intermezzo - andante con grazia
Intermezzo - andantino teneramente
Capriccio - allegro agitato
 
A. Scriabin
Sonata per pianoforte n. 1 in Fa minore op. 6
Allegro con fuoco
Adagio
Presto
Funebre
 
S. Rachmaninov
Études-Tableaux, n. 4 op. 39
 
J.S. Bach
Partita n.1 in Si bemolle maggiore BWV 825
 
F.J. Haydn
Fantasia in Do maggiore, Hob. XVII:4
 "Capriccio"

Note di sala a cura della musicologa Silvia D'Anzelmo

In occasione della Festa della Musica, il Fondi Music Festival propone un programma che esplora diverse epoche e diversi stili dell’arte pianistica di area tedesca e russa. Ognuno dei compositori scelti opera una sorta di ‘sintesi’ di ciò che è stato fatto fin a quel momento in musica senza fermarsi a citare la tradizione ma apponendo il proprio personale sigillo creativo. Partiremo dalla “Partita n°1” di Johann Sebastian Bach (1685-1750): una successione di movimenti di danza preceduta da un Preludio. Bach riesce a sintetizzare e rielaborare in maniera totalmente libera e personale gli elementi tipici del genere portandolo al suo apice. Seguendo lo stesso principio di sintesi della tradizione e spinta creativa verso la novità, Franz Joseph Haydn (1732-1809) muove verso l’affermazione di uno stile fatto di compostezza e chiarezza delle forme. La sua “Fantasia in Do Maggiore” è costruita rispettando le forme canoniche, lasciando spazio alla ‘fantasia’ nelle grandi escursioni dinamiche ed espressive dal pianissimo al fortissimo oltreché nell’armonia. Ultimo dei compositori tedeschi presentati nel concerto di questa sera è Johannes Brahms (1833-1897) che si riallaccia all’idea di una musica pura nelle forme consacrate della tradizione classica. Egli fa una sorta di verifica delle possibilità che la tradizione poteva ancora offrire nella creazione musicale. E, in effetti, le sue “Fantasie Op. 116” presentano una formale austerità e compostezza ai quali si affianca una vena di intimo lirismo. Ci spostiamo ora in Russia con Aleksandr Skrjabin (1872-1915). La Sonata n°1 in Fa minore è il suo “grido contro Dio, contro il Fato” per le gravi lesioni che si procurò studiando brani pianistici estremamente virtuosistici. Da questa sofferenza nasce il suo primo capolavoro nel quale sentiamo gli echi dello stile di  Frédéric Chopin e Franz Liszt. Contemporaneo è Sergej Vasil'evič Rachmaninov (1873-1943), legato all’idea di un pianismo effervescente, brillante fatto di virtuosismi e melodie trascinanti. Gli Études-tableaux n°4 dell'op. 39 sono una summa dell’arte pianistica romantica amplificata dal funambolismo e dalle sfaccettature timbriche senza mai perdere di vista la chiarezza e la scorrevolezza del discorso musicale.

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