27 settembre 2020 - ore 18.30
Fondi (LT) - Palazzo Caetani

Un sogno chiamato Romanticismo

Federica Trani, pianoforte

La manifestazione avverrà nel pieno rispetto della normativa per il contenimento epidemiologico da Covid 19, che prevede:
- il distanziamento dei posti (anche nel caso di coniugi e persone conviventi);

- l'utilizzo della mascherina per tutta la durata dello spettacolo;

- il rispetto della capienza della sala;

- il tracciamento di tutte le persone presenti;

- l'igienizzazione delle mani all'ingresso della sala.

E' gradita la prenotazione anche per gli associati, da effettuarsi inviando una mail all'indirizzo fondimusicfestival@gmail.com ed indicando nome, cognome e numero di telefono di tutte le persone a cui la prenotazione fa riferimento.

Contributo associativo: 5 euro

PROGRAMMA

F. Chopin

Notturno op. 32 n 1 in Si maggiore

Notturno op. 37 n. 1 in Sol minore

Mazurca op 63 n. 3 in Do diesis minore

L.v. Beethoven

Sonata n. 27 op. 90 in Mi minore

Mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck

[Con vivacità e sempre con sentimento ed espressione]

Nicht zu geschwind und sehr singbar vorzutragen

[Non troppo vivo e cantabile assai]

C. Debussy

dal I libro di preludi, nn. 2, 4, 10

C. Saint-Saëns

Studio les cloches de la palmas

A. Casella

Barcarola

B. Bartók

Allegro barbaro

Note di sala a cura della dottoressa Federica Colucci

Un po’ oggi come allora ci ritroviamo, questa sera, in una dimensione intima e privata: un salotto parigino prima, dove amava esibirsi il compositore polacco Fryederyk Chopin e in cui la maggior parte dei suoi notturni vengono eseguiti, e una riunione intima viennese poi, in cui risuona l’inaspettato intimismo della sonata op. 90 di Ludwig van Beethoven il cui Finale, come afferma Pestelli, «indugia a lungo in una chiostra di affettuosità domestica».

L’incantevole semplicità del notturno op. 32 n. 1 in si bemolle maggiore, dedicato alla baronessa Kamila Billing de Courbonne, introduce il dittico di notturni composti da Fryderyk Chopin in un'estate del 1837. Un tema delicato e grazioso, dal sapore meditativo, coinvolge l'ascoltatore fin dalle prime battute e la sua reiterazione graziosamente decorata lo accompagna dolcemente verso un finale inatteso. Quasi un anno dopo, nell'aprile del 1938, il compositore polacco viene travolto dall'amore per la scrittrice francese George Sand, con la quale trascorrerà alcuni mesi a Maiorca, in uno slancio d’imprudenza che portò la salute di Chopin a peggiorare rapidamente. L’incipit del notturno op. 37 n. 1 in sol minore, composto poco prima del soggiorno amoroso,  è uno degli esempi più chiari della maestria di Chopin nel manipolare le tecniche convenzionali: egli riesce a preservare e contemporaneamente superare il classico raggruppamento tematico in quattro misure, rendendo la battuta conclusiva una risoluzione e, allo stesso tempo, un nuovo inizio. Alcuni anni dopo Chopin darà in stampa la sua ultima serie di mazurche prima di spegnersi prematuramente il 17 ottobre 1849, all'età di soli 39 anni. Le mazurche composte durante questi ultimi anni sono caratterizzate da una rinnovata semplicità. La Mazurka n. 3 in do diesis minore, dedicata all’amica di vecchia data la contessa Laura Czosnowska, completa magistralmente l'opera, grazie ad una delle melodie chopiniane più toccanti e vivide al tempo stesso per concludere su una piccola rielaborazione in forma di canone.

La tormentata vita di Chopin è solo uno de tanti esempi delle difficoltose condizioni in cui alcuni musicisti e compositori vivevano, ivi si include, tra alti e bassi, anche il compositore tedesco Ludwig van Beethoven. Egli, reduce da un biennio particolarmente infelice, che lo sorprende in una situazione finanziaria instabile a partire dall'estate del 1812, raggiunge rinnovata popolarità intorno al 1814 anche grazie alle opere composte per la cerimonia di apertura del Congresso di Vienna (1º novembre 1814). In questo clima di temporanea felicità compone, nell'estate dello stesso anno, la Sonata n. 27 op. 90 in mi minore, dedicandola all’amico intimo il conte Moritz Lichnowsky. Saltano all'occhio, oltre ad un insolito lato più borghese e amabile del compositore dell’Eroica, le indicazioni di tempo ed espressione scritte unicamente in lingua tedesca: il primo movimento mit Lebhaftigkeit und durchaus mit Empfindung und Ausdruck (con vivacità e allo stesso tempo con sentimento ed espressione) e nicht zu geschwind und sehr singbar vorgetragen (non troppo veloce e molto cantabile) il secondo.

Un sottile collegamento tra Chopin e Debussy ci porta, nella seconda parte del concerto, ai primi anni del Novecento. La graziosa estetica e la sensibilità tattile chopiniana sono alla base delle opera mature di Claude Debussy, soprattutto nella musica per pianoforte. Il primo libro di préludes pubblicato nel 1910, anno del centenario dalla nascita di Chopin, è una raccolta di dodici preludi che costituisce un eccellente esempio di musica debussiniana. I titoli dei preludi selezionati per questa sera sono meramente evocativi: “… Vele”,
“… Suoni e profumi volteggiano nell'aria della sera” e “… La cattedrale sommersa”.  Volutamente posti tra parentesi e alla fine di ogni brano, essi risultano essere un tentativo del compositore di allontanarsi dalle consuetudini del secolo precedente per donare alla musica una nuova dimensione onirica che lasciasse l'immaginazione dell’ascoltatore libera di vagare, senza alcun tipo di costrizione descrittiva.

Segue questa dimensione onirica, lo studio n. 4 Les cloches de Las Palmas (Le cloche di Las Palmas) dai Six études op. 111 pubblicati nel 1892 dal compositore francese Camille Saint-Saëns e dedicati alla brillante pianista francese Clotilde Kleeberg (primo premio per pianoforte al Conservatorio di Parigi nel 1878). Questo studio dal carattere virtuosistico, ma allo stesso tempo leggero e delicato a tratti drammatico, trova un suo parallelismo non con Les cloches de Genève Franz Liszt, come ci si aspetterebbe, ma con Les jeux d'eaux a Villa d’Este composta tra il 1867 e il 1877 dal compositore ungherese nonché amico intimo di Saint-Saëns.

È ancora una volta di gusto francese la barcarola op. 15 in la minore di Alfredo Casella, pubblicata nel 1910 e dedicata all’amico Alessandro Longo. Casella, nato a Torino nel 1883 si trasferisce presto a Parigi per studio, dove segue le lezioni di composizione in Conservatorio di Gabriel Fauré. Qui diventa amico intimo di Maurice Ravel e sviluppa immenso entusiasmo per la musica di Debussy. É, quindi, inevitabile il contatto e l’influsso francese di cui sono evidenti questa e altre sue composizioni. Una volta tornato in Italia nel 1915, fu instancabile organizzatore di concerti dalle musiche più all'avanguardia per il tempo, chiamando compositori quali Schönberg, Hindemith e anche lo stesso Bela Bartók di cui ascolteremo questa sera una delle composizioni più popolari per pianoforte. L’Allegro barbaro, composto nel 1911, ha destato non poco scalpore in seguito alla sua prima esecuzione avvenuta nel febbraio del 1913 in Ungheria. Il brano, noto per la pungente dissonanza delle figure accordali che si alternano nel basso, è un esempio di chiaro sfruttamento delle capacità percussive del pianoforte ed è in grado di concludere il concerto in modo risolutivo e decisivo.

Nata a Fondi, Federica Trani intraprende lo studio del pianoforte all’età di otto anni con il maestro Sestino Macaro. Alla sua formazione partecipano diversi maestri come Paola Menichelli, Gabriele Pezone, Francesco Bergamasco e Matteo Costa. Nel 2008 si iscrive al conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina, nel 2014 si trasferisce a Roma dove studia presso il conservatorio “Santa Cecilia”.

Nel 2015 conosce il maestro Simone Gragnani, con il quale attualmente studia presso il conservatorio “Vivaldi” di Alessandria. Ha partecipato a numerose masterclasses tenute in Italia (Fondi, Sermoneta, Taranto, Etroubles, Valpelline, Torino) e all’estero (Halle, in Germania) con Roberto Prosseda, Giorgia Alessandra Brustia, Gabriele Baldocci, Matteo Costa, Simone Gragnani. Nel 2018 ha partecipato come “young artist” al concerto inaugurale del Fondi Music Festival e ha tenuto un recital in collaborazione con Roma Tre Orchestra a Roma presso il museo Carlo Bilotti Aranceria di Villa Borghese.

Appassionata di musica corale, ha partecipato a numerosi concerti come mezzo soprano e contralto con il coro da camera del conservatorio Vivaldi diretto dal M. Berrini e con il coro della facoltà di musicologia di Cremona diretto dal M. Cestino.

Agli studi musicali affianca quelli universitari, conseguendo nel 2016 con il massimo dei voti la laurea in “Letteratura e linguistica italiana” presso l’Università degli Studi di Roma Tre. Attualmente prosegue il corso di laurea magistrale in “Letteratura, filologia e linguistica italiana” presso l’Università degli Studi di Torino.

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Fondi Music Festival 2014

Banda Musicale della Guardia di Finanza